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L’Accademia di Francia a Roma
Sul colle del Pincio, sopra piazza di Spagna, la Villa Medici leva la sua facciata a due torri. Il cardinale Ferdinando de’ Medici la acquista nel 1576 e la trasforma nello scrigno della sua raccolta di antichità: bassorilievi, statue e sarcofagi romani vengono murati nella facciata verso i giardini, che diventa una vera pagina di archeologia all’aperto.
Verso la città la villa oppone un muro quasi nudo; verso i giardini si apre in una loggia chiara, ornata di ghirlande e di figure antiche. È uno dei primi esempi di quelle dimore di delizia in cui la Roma del Cinquecento reinventava l’arte di vivere tra architettura, scultura e natura.
Nel 1803, per volere di Napoleone, la villa diventa la sede dell’Accademia di Francia a Roma, fondata nel 1666 da Luigi XIV e Colbert. I vincitori del Prix de Rome vi soggiornano per perfezionare la loro arte a contatto con l’Antico e il Rinascimento: disegnano le rovine, copiano Raffaello, modellano dall’antico.
Il luogo ha visto passare i più grandi: Galileo vi fu accolto nel 1630, ospite dei Medici; Ingres e poi Balthus ne furono direttori. Per tre secoli la Villa Medici è stata il sogno e la ricompensa della giovane arte francese.
