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Jean Marc Lange

Jean Marc Lange · 1945

Archivio

Biografia, cronologia dettagliata, mostre, pubblicazioni e fotografie d’archivio, dalle fonti raccolte dalla famiglia e dai cataloghi.

Biografia

1945 — 1964

Gli anni giovanili

Jean Marc Lange nasce il 17 novembre 1945 a Canteleu. Trascorre la prima infanzia a Grand-Quevilly, cittadina sulle rive della Senna vicino a Rouen. Molto presto manifesta un vivo interesse per tutto ciò che riguarda l’arte. Dapprima la musica, che scopre con il fratello minore Christian alla Scuola municipale di musica; Christian Lange frequenterà poi il conservatorio di Rouen e quello di Parigi, dove studierà con Olivier Messiaen. Ma è soprattutto copiando instancabilmente le riproduzioni di dipinti e sculture del grande Larousse di famiglia che Jean Marc Lange intravede il mondo verso cui si sente davvero attratto.

Qualche anno più tardi dipinge le sue prime spiagge a Saint-Aubin-sur-Mer, in Normandia. Camminando lungo le scogliere di Varengeville incontra Georges Braque, che ammira moltissimo. Lo saluta con rispetto, nascondendo a fatica l’emozione; le poche parole scambiate lo incoraggiano nel suo progetto di dipingere. Era un anno prima della scomparsa del maestro.

Ammesso a quindici anni all’École régionale des Beaux-Arts di Rouen, allora diretta dall’architetto François Herr, vi riceve l’insegnamento dei suoi primi maestri: i signori Mouillé, d’Andeville, Toublanc, Lessage, Savary, Leleu e Ramondot. Vi compie tre anni di studi artistici generali, eccellendo in tutte le materie al punto che ciascun professore lo invita a dedicarsi alla propria specialità. Rinunciando tuttavia ai due anni che gli avrebbero permesso di completare il ciclo, sceglie di trasferirsi a Parigi e di affrontare l’École nationale supérieure des Beaux-Arts: il 17 novembre 1964 il pittore Maurice Brianchon lo accoglie nel suo atelier.

1965

Parigi, la felicità di dipingere

Ormai interamente dedito alla sua passione, Jean Marc Lange lavora con accanimento e viene selezionato per le eliminatorie del concorso di Roma. Primo in graduatoria tra i quattordici candidati ammessi alla «montée en loges», deve realizzare in tre mesi un dipinto sul tema del Sogno («Le Songe»). Il 6 luglio 1965 una giuria unanime gli assegna il Premier Grand Prix de Rome: ha diciannove anni e, secondo il catalogo della mostra del 2016, è il più giovane vincitore. Nel 1977 Le Songe sarà esposto al Museo Picasso di Antibes nella mostra «Les cinquante derniers Premiers Grands Prix de Rome», su iniziativa del conservatore Dor de la Souchère.

Il concorso di Roma era stato istituito da Colbert, ministro di Luigi XIV, per inviare gli artisti a studiare le opere del Rinascimento italiano; l’Accademia di Francia a Roma fu fondata nel 1666. Jean Marc Lange arriva a Villa Medici nel gennaio 1966, tre secoli dopo. André Malraux, ministro del generale de Gaulle, abolirà il concorso nel 1968, prima di stabilire nuove condizioni di ammissione nel 1970.

1966 — 1969

Gli anni romani

Il soggiorno è fortemente segnato dalla personalità del direttore di Villa Medici, Balthasar Klossowski de Rola, detto Balthus, pittore di cui ammira l’opera. Jean Marc Lange è spesso invitato alla sua tavola insieme alla scultrice Jacqueline Georges Deyme. Vi incontrano Federico Fellini, Jacques Lacan, Tony Curtis, Alain Cuny, George Harrison, Raymond Masson… fino al gallerista newyorkese Pierre Matisse, che durante una visita al suo atelier gli lascia una forte impressione.

L’astrazione eccentrica

Quel primo anno a Roma Jean Marc Lange lo vive come un maremoto. Da quel luogo, da quella luce così violenta, con i Beatles in sottofondo dalla mattina alla sera, scaturiscono forme e colori deliranti. Ancora segnato dal grigiore degli altiforni di Grand-Quevilly e dalle nebbie fitte della valle della Senna, in Italia comincia a dipingere in un altro modo e celebra così la felicità della sua nuova vita.

All’improvviso, le spiagge

Soprattutto quelle di Ostia, popolari, chiassose, vivaci, dove i romani amano sistemarsi stendendo sulla sabbia sdraio, tende e tavoli su cui troneggiano gli immancabili spaghetti, all’ora di «Midi à Ostie» (titolo di un suo quadro). Scene felliniane che annota con gusto nei suoi taccuini. A volte, sotto l’effetto di un dispettoso libeccio, il vento di sud-ovest che arriva dall’Africa, cappelli e sdraio prendono il volo… Quel vento annuncia le tele a venire.

Dopo l’Italia, queste spiagge non lo lasceranno più. Perché l’ossessione per questo tema? Perché è lì che Jean Marc Lange ha piantato il suo universo: il fondo serve l’evoluzione della forma nella ripetizione del soggetto. È un’unica storia, declinata in numerosi quadri, un’unica pittura che prosegue senza interruzione.

1969 — 1978

Le commissioni dello Stato

A venticinque anni Jean Marc Lange si stabilisce a La Celle-Saint-Cloud, vicino a Parigi, in un grande atelier accanto a quello di Jacqueline Georges Deyme. Insieme progettano grandi sculture metalliche e affreschi nell’ambito dell’«1% artistico», che destina l’1% del budget di costruzione di licei ed edifici pubblici a opere d’arte studiate con gli studi di architettura incaricati dei progetti.

La città di Grand-Quevilly, per volontà del sindaco Tony Larue, affida al giovane concittadino diverse sculture per le scuole che sta costruendo; seguiranno Belfort, Grand-Charmont, Parigi e Orléans. Questo adattamento del mestiere d’artista lo appassiona per un periodo, ma gli manca la quiete dell’atelier: la libertà di agire e decidere senza vincoli risveglia in lui il desiderio di dedicarsi unicamente alla pittura.

1972

La Celle-Saint-Cloud e l’Assartx

René Lucien Duchesne, sindaco di La Celle-Saint-Cloud, che nel 1973 celebrerà il matrimonio di Jean Marc Lange e Jacqueline Georges Deyme, chiede loro di partecipare alla vita artistica della città creando un atelier di scultura all’interno dell’Assartx, associazione artistica e culturale che riunisce un conservatorio di musica, teatro e danza e laboratori di pittura, scultura e disegno. Diretto magistralmente dai due artisti, l’atelier ha un successo immediato: in trentasette anni lo frequenteranno quasi 8.000 allievi, ed è rinomato in tutta la regione per la qualità e lo spirito del suo insegnamento.

Scultura, incisione e viaggi

Parallelamente alla pittura, Jean Marc Lange si dedica alla scultura, interpretazione in volume dei suoi soggetti: marmi, cere, bronzi e terrecotte. Negli anni Ottanta realizza incisioni stampate sui torchi dell’atelier Frélaut-Lacourière e litografie presso Bramsen et Georges, pubblicate dalle gallerie Marquet e Cupillard, prima di passare alla linoleografia. Membro del Rotary Club per tredici anni, nel 1979 promuove a Louveciennes un atelier d’incisione, che anima fino al 1986.

Nell’Italia di Michelangelo e di Raffaello non smetterà di tornare. Ma anche altre destinazioni influenzano il suo modo di intendere la pittura. In Russia, dove accompagna in uno scambio artistico Arnaud d’Hauterives, segretario perpetuo dell’Académie des Beaux-Arts, la visita a una tipografia lo colpisce: l’efficacia ottenuta con tecniche rudimentali, che impongono una certa essenzialità, è forse la prima tappa della sua riflessione sulla semplificazione del segno.

Il Marocco gli offre sensazioni vicine a quelle provate da Eugène Delacroix davanti a quei personaggi drappeggiati che si muovono in scenari così particolari; ne riporta una quantità di schizzi da cui nasceranno tele dai titoli evocativi. In Egitto, gli affreschi delle tombe della Valle dei Re sono uno shock: nella sua pittura ritroviamo, trasposto, quel contorno nero che racchiude le forme colorate, quell’esigenza del disegno, quella «probità dell’arte» che Ingres amava invocare. Il Canada, la Spagna… ogni viaggio gli offre particolarità che ritroviamo nella sua opera.

1989 — 1992

Il mecenatismo

Durante una mostra a Bordeaux nel 1984, Jean Marc Lange conosce Jean-Manuel Bajen, industriale e promotore immobiliare. Da quell’incontro nasce una collaborazione di mecenatismo volta a favorire la produzione e la diffusione delle opere, ma il pittore riprende presto la propria indipendenza. Jean-Manuel Bajen, divenuto proprietario del Théâtre des Variétés di Parigi, e Jean Marc Lange si ritrovano regolarmente tra la gente dell’arte e dello spettacolo.

1977 — 2014

Le gallerie e i galleristi

Nella loro galleria di rue Bonaparte, a Parigi, Arlette e Jacques Marquet rappresentano artisti dall’umorismo acido e dall’immaginazione singolare, come Roland Topor, Jean-Michel Folon, Michel Granger o Sempé. Vicino a questi ultimi, Jean Marc Lange incontra Arlette Marquet che, scoprendo la sua pittura, gli propone una prima mostra nel 1977. Il successo è tale che tutte le opere vengono vendute molto rapidamente; da allora, con il pretesto di rendergliene conto, Arlette Marquet passa regolarmente all’atelier sperando di portare via nuove tele. Nascono così una collaborazione costante e, soprattutto, un’amicizia indissolubile.

Altri mercanti diffondono poi la sua opera oltre Parigi: con la galleria Jean-Marie Cupillard, a Grenoble e Saint-Tropez, partecipa a fiere internazionali come la FIAC o ARCO a Madrid; la galleria Le Troisième Œil di Bordeaux, diretta da Anne-Marie Marquette, lo rappresenta per diversi anni.

Ma è soprattutto la galleria Alain Blondel a essere il testimone privilegiato della sua evoluzione pittorica. Alain Blondel, esperto internazionale dell’opera di Tamara de Lempicka, e la moglie Michèle gli dedicano diverse mostre, prima in rue Aubry-le-Boucher, vicino al Beaubourg, poi in rue Vieille-du-Temple, a Parigi, dove le sue opere erano esposte in permanenza. Insieme partecipano a numerose manifestazioni: il museo di Lunéville, diverse edizioni della FIAC, la fiera internazionale di Los Angeles. Alain Blondel produce anche un libro sui dipinti di Jean Marc Lange, pubblicato da Garamont-Archimbaud. Da questa collaborazione nasce un forte legame di amicizia e di pensiero.

Una pittura-scrittura

«La pittura è prima di tutto un linguaggio di segni», diceva spesso Picasso: il che la avvicina alla scrittura, sottolinea Jean Marc Lange. Questo assioma trova piena applicazione nell’evoluzione della sua pittura, in particolare negli ultimi anni: sulle sue tele si compie una semplificazione radicale, a lungo meditata, mentre i soggetti restano gli stessi. Il tratto nero diventa preponderante; conferma e impone un disegno deciso, al servizio di composizioni essenziali che lasciano presagire un futuro ricco di creatività.

Testo tratto dalla biografia pubblicata sul sito dell’artista (2021) e dal catalogo «Chaleur & Obsession» (2016).

Cronologia

1945
Nasce il 17 novembre a Canteleu, sulle alture di Rouen; infanzia a Grand-Quevilly, sulle rive della Senna. Copia instancabilmente le riproduzioni di pitture e sculture del Grand Larousse familiare.
1961
Ammesso a quindici anni all’École Régionale des Beaux-Arts di Rouen (Aître Saint-Maclou), diretta dall’architetto François Herr. Vi segue tre anni di studi artistici generali.
≈ 1962
Dipinge le sue prime spiagge a Saint-Aubin-sur-Mer. Sulle scogliere di Varengeville incontra Georges Braque, un anno prima della sua scomparsa: poche parole che lo incoraggiano a dipingere.
1964
Il 17 novembre il pittore Maurice Brianchon lo accoglie nel suo atelier all’École nationale supérieure des Beaux-Arts di Parigi.
1965
Primo dei quattordici candidati ammessi alla «montée en loge», dipinge in tre mesi Le Songe. In luglio, all’unanimità della giuria, riceve a diciannove anni il Premier Grand Prix de Rome di pittura.
1966 — 1969
Pensionnaire a Villa Medici, diretta da Balthus. Alla sua tavola, con Jacqueline Georges Deyme, incontra Federico Fellini, Jacques Lacan, Tony Curtis, Alain Cuny, George Harrison; il gallerista newyorkese Pierre Matisse visita il suo atelier. Primo anno di «astrazione eccentrica», poi le spiagge di Ostia.
1969 — 1978
Commissioni pubbliche nell’ambito dell’«1% artistico», con Jacqueline Georges Deyme: sculture metalliche e affreschi per scuole ed edifici pubblici a Grand-Quevilly, Belfort, Grand-Charmont, Parigi e Orléans.
1972
Ateliers a La Celle-Saint-Cloud. Su richiesta del sindaco, fonda con Jacqueline Georges Deyme l’atelier di scultura dell’associazione Assartx: circa 8.000 allievi in trentasette anni.
1977
Prima mostra alla Galerie Marquet (rue Bonaparte, Parigi): tutte le opere vengono vendute. Le Songe è esposto al Museo Picasso di Antibes («Les cinquante derniers Premiers Grands Prix de Rome»).
1979 — 1986
Crea e anima un atelier d’incisione a Louveciennes. Negli anni Ottanta incisioni stampate all’atelier Frélaut-Lacourière, litografie presso Bramsen et Georges (edizioni Marquet e Cupillard), poi linoleografie; sculture in marmo, cera, bronzo e terracotta.
1984
A Bordeaux incontra Jean-Manuel Bajen, imprenditore e in seguito direttore del Théâtre des Variétés a Parigi: un’amicizia di oltre trent’anni e, dal 1989 al 1992, un mecenatismo per la produzione e la diffusione delle opere.
1986
Libro sulle sue pitture, testo di Élisabeth Vedrenne, Éditions Garamont-Archimbaud (prodotto da Frédéric Birr e Alain Blondel). Scambi artistici in Russia con Arnaud d’Hauterives, segretario perpetuo dell’Académie des Beaux-Arts.
1986 — 2014
Rappresentato da Michèle e Alain Blondel, rue Aubry-le-Boucher poi rue Vieille-du-Temple a Parigi: FIAC, Lunéville, Los Angeles. Altri galleristi: Arlette e Jacques Marquet, Jean-Marie Cupillard (Grenoble, Saint-Tropez; FIAC, ARCO Madrid), Anne-Marie Marquette (Le Troisième Œil, Bordeaux).
Viaggi
Viaggi che segnano la pittura: Russia (semplificazione del segno), Marocco (numerosi schizzi, sulle orme di Delacroix), Egitto (il contorno nero degli affreschi della Valle dei Re), Canada, Spagna.
2016
«Chaleur & Obsession», con Jacqueline Georges Deyme, Centre d’art contemporain de la Matmut (9 aprile — 26 giugno); catalogo, Éditions Carpentier.

Mostre 78

Titoli e riferimenti sono citati nella lingua originale.

2025
  • « Peintures », Galerie Thibault Holscher — Paris
2016
  • « Chaleur & Obsession », Matmut pour les Arts, Centre d’art contemporain — Saint-Pierre-de-Varengeville (9 avril — 26 juin)
2014
  • Galerie Alain Blondel — Paris
  • Hôtel de Ville — La Celle-Saint-Cloud
2010
  • Galerie Alain Blondel — Paris
  • Hôtel de Ville — La Celle-Saint-Cloud
2009
  • Galerie Alain Blondel — Paris
  • Galerie du Parc — Notre-Dame-de-Gravenchon
2007
  • Galerie du Parc — Notre-Dame-de-Gravenchon
  • Salon Comparaisons — Paris
  • Galerie Alain Blondel — Paris
2006
  • Théâtre des Variétés — Paris
  • Galerie Alain Blondel — Paris
2005
  • Galerie du Parc — Notre-Dame-de-Gravenchon
  • Galerie Alain Blondel — Paris
2004
  • Salon d’Automne — Paris
2003
  • Salon de Rouen (invité d’honneur)
2001
  • Galerie Alain Blondel — Paris
1997
  • Galerie Alain Blondel — Paris
1996
  • Salon d’Automne — Paris
1995
  • Galerie Le Troisième Œil — Bordeaux
  • Salon d’Automne — Paris
1994
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Salon de Mars — Paris
1993
  • Art Paris / Galerie Cupillard — Paris
1992
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Galerie Alain Blondel — Paris
1991
  • Galerie Le Troisième Œil — Bordeaux
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Galerie Cupillard — Saint-Tropez
1990
  • Salon d’Angers
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Galerie Cupillard — Saint-Tropez
  • Galerie Maguy Marraine — Lyon
1989
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Galerie Alain Blondel — Paris
  • Foire internationale — Los Angeles (USA)
1988
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Galerie Le Troisième Œil — Bordeaux
  • « Les pouvoirs du réel », musée de Lunéville / Galerie Alain Blondel
1987
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • ARCO / Galerie Cupillard — Madrid
  • Galerie Cupillard — Saint-Tropez
  • Salon des Artistes Français — Paris
  • Rencontre d’Art, musée des Beaux-Arts — Pau
1986
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Galerie Alain Blondel — Paris
  • Les Artistes Français — Moscou
1985
  • ARCO / Galerie Cupillard — Madrid
  • FIAC / Galerie Alain Blondel — Paris
  • Salon des Artistes Français — Paris
1984
  • Galerie Cupillard — Grenoble
  • FIAC / Galerie Cupillard — Paris
  • Galerie Le Troisième Œil — Bordeaux
  • Salon des Artistes Français — Paris
  • « Sur invitation », musée des Arts décoratifs — Paris
1983
  • FIAC / Galerie Cupillard — Paris
  • Salon des Artistes Français — Paris
1982
  • FIAC / Galerie Cupillard — Paris
  • Salon des Artistes Français — Paris
1981
  • FIAC / Galerie Cupillard — Paris
  • Salon des Artistes Français — Paris
1980
  • Galerie Cupillard — Grenoble
  • Salon des Artistes Français — Paris
  • Galerie Étienne de Causans — Paris
1978
  • FIAC / Galerie Marquet — Paris
  • Galerie Marquet — Paris
1977
  • Galerie Marquet — Paris
  • « Les cinquante derniers Premiers Grands Prix de Rome », musée Picasso — Antibes
1974
  • Galerie Graffiti — Rouen
1970
  • Galerie Le Grand-Cerf — Évreux
1969
  • Salon de Mai — Paris
1968
  • Petit Palais — Paris
1967
  • Villa Médicis — Rome
  • Palais Strozzi — Florence
1966
  • Galerie Le Grand-Cerf — Évreux
1965
  • Musée des Beaux-Arts — Rouen
1964
  • Galerie l’Armitière — Rouen

Pubblicazioni, radio e televisione

2016
  • Chaleur & Obsession — Lange, peintures ; Deyme, sculptures, Éditions Carpentier, 119 p.
2006
  • Arts Actualités Magazine, n° 150, mars-avril
  • Azart, le magazine international de la peinture, n° 19, mars-avril
2004
  • Catalogue du Salon d’Automne — Paris
1994
  • Catalogue du Salon de Mars — Paris
1992
  • L’Amateur d’Art, octobre-novembre — textes d’Aline Boutin, Marie-Ange Crespo et Jacques Dubois
1991
  • Montrer, revue d’art n° 8, septembre — article de Marie Prasle
  • Catalogue « 10 ans d’art contemporain » (1981-1991), Galerie Cupillard — Grenoble
1990
  • L’Œil, revue d’art n° 423
1989
  • Artspeak, New York, 16 décembre — article de Théo Barbu
  • Connaissance des Arts, n° 452, octobre
1988
  • Catalogue « Les pouvoirs du réel », musée du château de Lunéville — préface de Pierre Chanel et Alain Blondel
  • FR3 Haute-Normandie, Midi 3 — reportage du 22 janvier
1987
  • Radio Saint-Tropez — présentation du peintre Jean Marc Lange et de l’acteur Laurent Mallet
1986
  • Livre sur les peintures de Jean Marc Lange, texte d’Élisabeth Vedrenne, produit par Frédéric Birr et Alain Blondel, Éditions Garamont-Archimbaud — Paris
  • Décoration internationale, octobre-novembre
1985
  • Radio Libertaire — 60 minutes d’entretien avec Hélène Majera, Jacqueline Georges Deyme et Jean Marc Lange
1984
  • Catalogue « Sur invitation », musée des Arts décoratifs de Paris — préface de Robert Bordaz
1983
  • Revue du Rotarien international, octobre — tableau en couverture
1981
  • FR3 Haute-Normandie — reportage de Roger Parment
  • Catalogue de la FIAC — Grand Palais, Paris
  • Catalogue Jean Marc Lange, galerie Étienne de Causans — préface de Rémi-Francis Parment
  • Le Figaro, vendredi 11 décembre — « Le monde sauvage de Lange », par Pierre Mazars
1979
  • Catalogue Jean Marc Lange, Éditions Jean-Marie Cupillard — Grenoble
1974
  • ORTF 3e chaîne, Télé-Normandie — reportage de Roger Parment
1969
  • RAI — émission musicale avec Jean Marc Lange et le compositeur Pierre Petit — Rome
1968
  • Plaisir de France, janvier — texte de Gilles Quéant
1967
  • ORTF, pôle régional Télé-Normandie — reportage de Roger Parment
  • ORTF 1re chaîne, « Artistes de la Villa Médicis » — reportage de Pierre Nivolet
1966
  • ORTF, pôle régional Télé-Normandie — reportage de Roger Parment
1965
  • France Inter, « Inter jeunes », animée par Victor Azaria — « Jean Marc Lange, jeune et Prix de Rome », 120 minutes d’entretien
  • Radio Haute-Normandie — 60 minutes d’entretien, présenté par Alain Gerbi
  • Paris-Normandie, à la une du 7 juillet (n° 6688)
  • Europe n° 1, « Grand Prix de Rome à 19 ans » — en direct de l’École nationale supérieure des Beaux-Arts, 6 juillet

Fotografie d’archivio

Jean Marc Lange nel suo atelier a Villa Medici, Roma, 1967
Jean Marc Lange nel suo atelier a Villa Medici, Roma, 1967
Villa Medici, Roma: la facciata sui giardini
Villa Medici, Roma: la facciata sui giardini
Alain Blondel nell’ufficio della sua galleria, rue Vieille-du-Temple, Parigi
Alain Blondel nell’ufficio della sua galleria, rue Vieille-du-Temple, Parigi
Viaggio in Marocco: Meknès, porta Bab Mansour
Viaggio in Marocco: Meknès, porta Bab Mansour
Viaggio in Marocco
Viaggio in Marocco

Fonti: sito dell’artista (versione 2021); catalogo «Chaleur & Obsession», Éditions Carpentier, 2016; Galerie Thibault Holscher.