
Il Maggio ’68 e la riforma
Nel maggio 1968, l’École des beaux-arts di Parigi diventa uno dei focolai della contestazione. Nei suoi atelier nasce l’« Atelier populaire », che stampa in serie i manifesti serigrafati del movimento. Gli studenti chiedono la fine del sistema accademico, dei concorsi e del Prix de Rome.
Il governo risponde con la riforma. Il concorso è abolito; l’Accademia di Francia a Roma viene riorganizzata. Il reclutamento dei pensionnaires non avviene più per prova, ma su dossier e su progetto, davanti a una giuria, e si apre a discipline nuove: storia dell’arte, restauro, fotografia, cinema, scrittura.
Balthus, direttore dal 1961, aveva già avviato questa mutazione. Sotto la sua guida, poi quella dei successori, la Villa cessa di essere una scuola per diventare una residenza: un luogo di lavoro e di incontro offerto a creatori affermati, per un tempo più breve.
Un viale ombreggiato tra alte siepi, una panca di pietra in disparte